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PUlizia PISCINA - Assistente Bagnanti

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Legionella

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Non si può fare a meno di trattare l'argomento della Legionella. Negli ultimi anni si è assistito all'incremento dei casi di Legionella negli ambienti pubblici: tale incremento si può giustificare anche con l'aumento dei controlli, ma la causa principale è d un aumento della virulenza di tale agente patogeno.

La Legionella è un agente batterico che, in particolari condizioni, può divenire estremamente virulento e pericoloso, soprattutto se inalato da persone fortemente ricettive e deboli es. anziani, soggetti convalescenti ecc., al punto da instaurare quadri clinici gravi con pneumopatie che in alcuni casi possono portare al decesso del soggetto infetto.


Il legislatore si è mostrato consapevole di tale problema, al punto da divulgare una circolare ministeriale che tratta in modo specifico l'argomento (Linee guida per lo prevenzione ed il controllo della Legionellosi, emessa dall'Istituto Superiore di Sanità e dal. Ministero della Sanità e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 5.5.2000, N° 103 - Serie Generale).

Per prevenire l'instaurarsi di pericolose colonie di Legionella, il gestore dell'impianto di piscina deve riservare particolare attenzione alla pulizia e alla disinfezione di altre zone fortemente a rischio quali:

  • impianti docce,
  • impianti di distribuzione dell'acqua sanitaria
  • impianti centralizzati dell'aria.

Per tale motivo è buona norma procedere con frequenza almeno semestrale (in caso di esito negativo ai controlli sulla presenza dei batterio) alla pulizia e disinfezione sia dei singoli impianti di distribuzione dell'acqua sanitari calda (rosoni delle docce, boiler, cisterne di accumulo) sia di ventilazione e condizionamento dell'aria. Per le docce riportiamo un possibile protocollo di sanitizzazione che prevede il succedersi di due cicli di disinfezione ossidante:

Ciclo : prodotti a base di cloroderivati
  • dosare il prodotto nell'acqua a 300 - 500 ppm (300 - 500 g/mc) di principio attivo,
  • aprire tutti i rubinetti e le docce in modo che il disinfettante arrivi in tutta la rete,
  • chiudere i rubinetti e lasciare agire almeno 2 - 3 ore,
  • far defluire l'acqua trattata.
Seconda ciclo: prodotto base di ossigeno nascente
  • riempire nuovamente le tubazioni,
  • dosare il prodotto nell'acqua a 300 - 500 ppm ( 300 - 500 g/mc) di principio attivo,
  • aprire tutti i rubinetti e le docce in modo che il disinfettante arrivi in tutta la rete,
  • chiudere i rubinetti a lasciar agire almeno per due ore,
  • far defluire completamente l'acqua trattata ( il prodotto residuo non necessita di rimozione chimica prima dello scarico, in quanto si trasforma nell'ambiente in acqua ed ossigeno attivo),
  • ripristinare una disinfestazione residuale con cloro, in conformità con la legislazione sulle acqua potabili ( D. Lg. 31/01).

Per gli impianti di ventilazione dell'aria che sono più difficili da ispezionare e da pulire, è comunque buona norma smontare, pulire disinfettare filtri a panno e filtri elettrostatici, dove più facilmente si può proliferare la Legionella.

In alcuni casi vengono dosate in automatico soluzioni a base di disinfettanti non ossidanti ( per es. a base di sali quaternari di ammonio) direttamente sul panno filtrante, altre volte tali soluzioni vengono vaporizzate ed immesse direttamente sul flusso dell'aria al fine di raggiungere le zone più "nascoste" della canalizzazione dell'aria.

I disinfettanti usati devono essere testati per tale uso, al fine di non arrecare danno alla respirazione dei bagnanti.

Igiene e disinfezione

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Cicli di pulizia e disinfezione delle superfici dure

Almeno due volte al giorno occorre provvedere ad un'accurata pulizia delle zone più a rischio.
Una volta rimosso lo sporco è necessario occuparsi della disinfezione delle superfici stesse, adottando un ciclo che preveda l'utilizzo di disinfettanti ad effetto residuale efficace e dermocopatibili; risulta inoltre utile perfezionare un ciclo di disinfezione che alterni disinfettanti diversi, tali da evitare l'insorgere di fenomeni di resistenza acquisita da parte di agenti patogeni presenti sulle superfici.

Riportiamo di seguito una tabella con l'indicazione dei principali disinfettanti per superfici dure utilizzati in piscina.

ossidanti
non ossidanti
ipocloriti tensioattivi cationici
iodoformi tensioattivi anfoteri
isocianurati glutaraldeide

Pulizia e sanificazione della vasca e dei sistemi di ricircolo dell'acqua

E' consigliabile una volta ogni 6 mesi ( per piscine aperte tutto l'anno), o l'inizio del ciclo di balneazione per le vasche stagionali, lo svuotamento completo della piscina, vasca di compenso, delle tubazioni e di tutti gli elementi di ripresa dell'acqua di vasca ( canaline, skimmer, bocchette di fondo e di aspirazione).

Tali elementi vanno puliti eseguendo un buona azione chimica / meccanica.

In particolare vasca di compenso e canaline devono essere ispezionate accuratemente per rimuovere depositi di sporco dificilmente asportabili, ma spesso causa di grave inquinamento dell'acqua della piscina.

La pulizia viene fatta in vasca di compenso con disinfettante ossidante.

Per le piscine scoperte esposte alla luce è buona norma prima del riempimento utilizzare un alghicida su tutto la pavimentazione e pareti piscina.

Caratteristiche ambientali delle piscine

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Molti aspetti riguardanti la piscina, sono stati codificati, riordinati e ben esposti dalla normativa tecnica UNI 10637/2001 (e revisioni in corso).

Il vantaggio di seguire come filo conduttore lo schema proposto da tale normativa è quello di renderne più efficace e facile la lettura ed interpretazione; si evita, fra altro, la descrizione di sistemi ed impianti ormai fortemente superati sia come tecnologie sia come applicazioni legislative, essendo ormai quasi "unificato" ovunque il riferimento a tal normative tecniche all'interno sia del Nuovo Atto d'intesa sia delle normative locali.


La normativa UNI 10637/2001 si riferisce in particolare al trattamento e alla disinfezione delle acque della piscina pubblica, prendendo in considerazione la problematica nel senso più ampio del termine.

Innanzi tutto la UNI 10637/2001 non solo classifica le piscine pubbliche in funzione del suo utilizzo (cap. 3), ma in modo approfondito e direi quasi esaustivo prende in considerazione i processi che più concorrono a determinare la qualità chimico-fisica e batteriologica finale dell'acqua della piscina pubblica. In particolare, vengono approfonditi i seguenti punti:

  • il sistema di ricircolazione dell'acqua;
  • il sistema di filtrazione;
  • ii sistema di disinfezione chimica e/o chimico-fisica.

La normativa, partendo da una definizione precisa e rigorosa delle caratteristiche sanitarie dell'acqua di vasca, salvaguarda la salute dei bagnanti durante la frequentazione detta piscina.

Requisiti igienico - sanitari degli spazi funzionali delle piscine pubbliche

E' ovvio che, essendo la preservazione della salute dei bagnanti e dei frequentatori di piscina lo scopo primario sia delle normative tecniche UNI 10637/2001, sia di quelle legislative (Accordo 16 Gennaio 2003, sancito dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N. Si dei 3 marzo 2003), molte dette disposizioni legislative riguardano anche i locali attigui alla vasca. quali:

  • piano vasca
  • percorsi obbligati
  • spogliatoi
  • docce
  • servizi igienici
  • locali di servizio

Tali zone devono quindi rispondere alte più elementari norme igieniche e di sicurezza applicabili a qualsiasi locale pubblico.

CARATTERISTICHE TECNICHE DEI LOCALI E DEI MATERIALI

In particolare certi elementi quali:

  • angoli acuti
  • scalini
  • spigoli

devono essere utilizzati solo se strettamente necessari, e devono essere segnalati.

Superfici dure dei percorsi umidi:
  • piani vasca
  • le docce
  • i passaggi obbligatori
  • i servizi

devono avere caratteristiche minime anti sdrucciolo (norme UNI e DIN 51097) sia caratteristiche tali da consentire pulizia, disinfezione e disinfestazione ottimali.

Dovranno essere favoriti soprattutto nelle zone umide i raccordi fra il pavimento e le pareti verticali per evitare concentrazione di sporco e batteri.

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