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Filtro piscina velocità di filtrazione

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FILTRI A SABBIA MONOSTRATO SEMIAUTOMATICI

I filtri per piscina, a sabbia monostrato, hanno un unico letto filtrante, sabbia con granulometria 0,4-0,8 mm e a volte è previsto un sotto letto di graniglia per la protezione dei candelotti o delle piastre, elementi dai quali viene ripresa l’acqua filtrata.
La caratteristica del letto filtrante monostrato è che la torbidità trattenuta si distribuisce soltanto su uno spessore di 10 – 15 cm, richiedendo pertanto frequenti lavaggi.
La tipologia della sabbia permette di avere una capacità di filtrazione di 30 micron ( vengono trattenute impurità superiori a 30 millesimi di millimetro) , ma è indispensabile l’utilizzo di prodotti flocculanti e che la velocità di filtrazione sia inferiore a 35 mt/h.

FILTRI A SABBIA MULTISTRATO SEMIAUTOMATICI E AUTOMATICI

I filtri per piscina, a sabbia multistrato, hanno un letto filtrante selettivo composto da tre strati di minerali sovrapposti, con granulometria e peso specifico differenziati.
Con il letto filtrante stratificato la torbidità si distribuisce su tutta l’altezza e permette di ottenere una capacità di filtrazione di 5 micron ( vengono trattenute impurità superiori a 5 millesimi di millimetro ) ed è permessa una velocità di filtrazione fino a 50 mt/h.
La filtrazione, su letto filtrante multistrato, non richiede l’utilizzo di prodotti flocculanti.

I filtri per piscina, a diatomea

Tali filtri sono costituiti da elementi autopulenti che fanno da supporto al manto filtrante.
Le diatomee, distribuite uniformemente sulla superficie degli elementi filtranti, trattengono la torbidità dell’acqua.
L’elevata superficie filtrante determina una bassa velocità di filtrazione, 5-6 mt/h , che permette di raggiungere una capacità di filtrazione di 0,5/1 micron (vengono trattenute impurità superiori a 0,5-1 millesimo di millimetro), rendendo l’acqua incomparabilmente cristallina.
Il particolare sistema di filtrazione,”elementi autopulenti che supportano la diatomea”, richiede un ridottissimo consumo di acqua per il lavaggio e l’eventuale uso di prodotti flocculanti è controindicato.

Nella maggioranza dei filtri normalmente impiegati in piscina, per ottenere il risultato migliore possibile è necessario filtrare il più lentamente possibile.

La norma UNI EN 16713-1 per le piscine private classifica le velocità di filtrazione in questo modo (Punto 4.2- Massime velocità di filtrazione) :
a) filtri a masse granulari: velocità bassa ≤ 10 (m3/h)/m2;
b) filtri a masse granulari: velocità media > 10 (m3/h)/m2 to ≤ 30 (m3/h)/m2;
c) filtri a masse granulari: velocità alta > 30 (m3/h)/m2 to ≤ 50 (m3/h)/m2;
d) filtri a diatomite ≤ 5 (m3/h)/m2;
e) filtri a cartuccia sintetica ≤ 3 (m3/h)/m2;
f) filtri a cartuccia di carta ≤ 2 (m3/h)/m2.

Mentre la norma UNI 10637/2016 che, ricordiamolo, è applicabile solamente alle piscine ad uso pubblico, prevede:
Filtri a masse monostrato (Prospetto 6 del Punto 5.3.4.1.2):
Piscine di tipo A ≤ 35 m/h
Piscine di tipo B ≤ 40 m/h
Piscine di tipo C ≤ 40 m/h
Filtri a masse eterogenee multistrato (Punto 5.3.4.1.4)
Per tutte le tipologie di piscine ≤ 50 m/h
Filtri precoat (a diatomite) ≤ 10 m/h (Punto 5.3.4.2)
Filtri a cartucce ≤ 1 m/h (Punto 5.3.4.3)

Nota: l’unità di misura m/h è equivalente alla unità di misura (m3/h)/m2

In Italia (UNI 10637) ed in Europa (UNI EN 16713-1)

Per i filtri a diatomea la velocità massima per le piscine private è la metà di quella per le piscine ad uso pubblico. In Europa non esiste, inoltre, la differenza di velocità di filtrazione per i filtri multistrato a masse eterogenee, che vengono classificati come masse granulari, senza distinzione.

La velocità di filtrazione è in relazione diretta con la portata e la superficie filtrante del filtro, tramite la Equazione di continuità:

  • Q = S x V
    Dove Q = portata in mc/h, S = area (sezione) del filtro in mq e V è, appunto, la velocità in m/h.

Da questa equazione si ricava la velocità;

  • V = Q / S

Conoscendo quindi la portata che scorre nel filtro e la sua superficie interna è possibile calcolare la velocità di filtrazione.

Attenzione ad alcuni punti fondamentali:

Le unità di misura devono essere uniformate (tutto in m e h ad esempio)

Il diametro sul quale calcolare l’area è il diametro INTERNO non quello esterno del filtro

La portata non è quella eventualmente scritta sulla etichetta del filtro, ma quella calcolata dalla curva della pompa, in relazione alle perdite di carico.

Ricordiamo che sulle etichette dei filtri vengono indicate le portate MASSIME, ma non sono quelle che si avranno installando quel filtro !

Normativa UNI del 2016

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Differenze tra un impianto privato e piscine ad uso collettivo

La normativa UNI del 2016 ha definito precisamente le caratteristiche degli impianti piscina a seconda della destinazione d’uso.

All'interno della normativa, è possibile consultare una tabella ove sono indicate le regole generali da seguire in relazione alla classificazione delle piscine.

E’ da tenere in considerazione che in Italia ogni Regione ha emanato un regolamento locale che recepisce la normativa in modo personalizzato; per avere la certezza delle regole, oltre alla normativa UNI 10637 del 2016, è necessario consultare il sito della Regione ove deve essere realizzata la piscina.

Il Break Point o superclorazione

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Qualsiasi prodotto clorante eccetto il biossido di cloro  utilizzato in acqua si trasforma, attraverso reazioni di ossidazione dismutazione o idrolisi, in acido ipocloroso (HClO).

La funzione del cloro immesso in vasca è quella di ossidare le sostanze contaminanti presenti nell’acqua a causa delle precipitazioni atmosferiche, del vento, degli insetti, ma anche dei bagnanti (come sudore, urina, saliva ecc..) oltre ad eliminare la clororesistenza di alghe, batteri.

Il grado di contaminazione dell’acqua richiede una quantità specifica di cloro per ossidare i contaminanti e quindi un trattamento dell’acqua con cloro adeguato. 

L’ossidazione, che inizialmente provoca i Clorammiti responsabili del fastidioso odore di cloro e dell’irritazione agli occhi, finisce per colpire tutti i prodotti contaminati in acqua, superando il “punto di Rottura” o “Break – Point”. In questo momento il cloro ancora disponibile come libero rimane a “guardia” contro eventuali contaminanti, stabilizzandosi in un tasso che oscilla tra 0,6 e 1,00 ppm, garantendo così la massima igienicità. 

La Superclorazione ha lo scopo di mantenere il cloro in acqua oltre il Break-Point, assicurando anche la completa ossidazione dei prodotti fastidiosi (Clorammine).

Il trattamento di superclorazione dovrà essere effettuato all'inizio di ogni stagione, da ripetersi ogni due settimane per gli impianti privati (in cui è preferibile utilizzare Sodiodicloroisocianurato) ed ogni 5 / 6 giorni per le strutture pubbliche. 

Una volta avvenuta la superclorazione della piscina è necessario attendere un ciclo di filtrazione per controllare il livello del cloro libero in vasca, evitando di aggiungerne altro sino a quando non sia rientrato nella norma. trattamenti di superclorazione periodica sono particolarmente efficaci nei periodi più caldi, per combattere l’insorgenza e la proliferazione delle alghe, batteri e dei contaminanti organici. 

La quantità consigliata è di: 

  • 15 ÷ 20 g/m3 per la Superclorazione ad inizio stagione,
  • 8 ÷ 10 g/m3 per la Superclorazione periodica. 

Dopo aver eseguito un energico controlavaggio, versare il prodotto lentamente (per consentire una facile dissoluzione) nello skimmer e/o nella vasca di compenso.

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