Conduzione - Piscine

PUlizia PISCINA - Assistente Bagnanti

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Normativa UNI del 2016

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Differenze tra un impianto privato e piscine ad uso collettivo

La normativa UNI del 2016 ha definito precisamente le caratteristiche degli impianti piscina a seconda della destinazione d’uso.

All'interno della normativa, è possibile consultare una tabella ove sono indicate le regole generali da seguire in relazione alla classificazione delle piscine.

E’ da tenere in considerazione che in Italia ogni Regione ha emanato un regolamento locale che recepisce la normativa in modo personalizzato; per avere la certezza delle regole, oltre alla normativa UNI 10637 del 2016, è necessario consultare il sito della Regione ove deve essere realizzata la piscina.

Il Break Point o superclorazione

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Qualsiasi prodotto clorante eccetto il biossido di cloro  utilizzato in acqua si trasforma, attraverso reazioni di ossidazione dismutazione o idrolisi, in acido ipocloroso (HClO).

La funzione del cloro immesso in vasca è quella di ossidare le sostanze contaminanti presenti nell’acqua a causa delle precipitazioni atmosferiche, del vento, degli insetti, ma anche dei bagnanti (come sudore, urina, saliva ecc..) oltre ad eliminare la clororesistenza di alghe, batteri.

Il grado di contaminazione dell’acqua richiede una quantità specifica di cloro per ossidare i contaminanti e quindi un trattamento dell’acqua con cloro adeguato. 

L’ossidazione, che inizialmente provoca i Clorammiti responsabili del fastidioso odore di cloro e dell’irritazione agli occhi, finisce per colpire tutti i prodotti contaminati in acqua, superando il “punto di Rottura” o “Break – Point”. In questo momento il cloro ancora disponibile come libero rimane a “guardia” contro eventuali contaminanti, stabilizzandosi in un tasso che oscilla tra 0,6 e 1,00 ppm, garantendo così la massima igienicità. 

La Superclorazione ha lo scopo di mantenere il cloro in acqua oltre il Break-Point, assicurando anche la completa ossidazione dei prodotti fastidiosi (Clorammine).

Il trattamento di superclorazione dovrà essere effettuato all'inizio di ogni stagione, da ripetersi ogni due settimane per gli impianti privati (in cui è preferibile utilizzare Sodiodicloroisocianurato) ed ogni 5 / 6 giorni per le strutture pubbliche. 

Una volta avvenuta la superclorazione della piscina è necessario attendere un ciclo di filtrazione per controllare il livello del cloro libero in vasca, evitando di aggiungerne altro sino a quando non sia rientrato nella norma. trattamenti di superclorazione periodica sono particolarmente efficaci nei periodi più caldi, per combattere l’insorgenza e la proliferazione delle alghe, batteri e dei contaminanti organici. 

La quantità consigliata è di: 

  • 15 ÷ 20 g/m3 per la Superclorazione ad inizio stagione,
  • 8 ÷ 10 g/m3 per la Superclorazione periodica. 

Dopo aver eseguito un energico controlavaggio, versare il prodotto lentamente (per consentire una facile dissoluzione) nello skimmer e/o nella vasca di compenso.

Legionella

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Non si può fare a meno di trattare l'argomento della Legionella. Negli ultimi anni si è assistito all'incremento dei casi di Legionella negli ambienti pubblici: tale incremento si può giustificare anche con l'aumento dei controlli, ma la causa principale è d un aumento della virulenza di tale agente patogeno.

La Legionella è un agente batterico che, in particolari condizioni, può divenire estremamente virulento e pericoloso, soprattutto se inalato da persone fortemente ricettive e deboli es. anziani, soggetti convalescenti ecc., al punto da instaurare quadri clinici gravi con pneumopatie che in alcuni casi possono portare al decesso del soggetto infetto.


Il legislatore si è mostrato consapevole di tale problema, al punto da divulgare una circolare ministeriale che tratta in modo specifico l'argomento (Linee guida per lo prevenzione ed il controllo della Legionellosi, emessa dall'Istituto Superiore di Sanità e dal. Ministero della Sanità e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 5.5.2000, N° 103 - Serie Generale).

Per prevenire l'instaurarsi di pericolose colonie di Legionella, il gestore dell'impianto di piscina deve riservare particolare attenzione alla pulizia e alla disinfezione di altre zone fortemente a rischio quali:

  • impianti docce,
  • impianti di distribuzione dell'acqua sanitaria
  • impianti centralizzati dell'aria.

Per tale motivo è buona norma procedere con frequenza almeno semestrale (in caso di esito negativo ai controlli sulla presenza dei batterio) alla pulizia e disinfezione sia dei singoli impianti di distribuzione dell'acqua sanitari calda (rosoni delle docce, boiler, cisterne di accumulo) sia di ventilazione e condizionamento dell'aria. Per le docce riportiamo un possibile protocollo di sanitizzazione che prevede il succedersi di due cicli di disinfezione ossidante:

Ciclo : prodotti a base di cloroderivati
  • dosare il prodotto nell'acqua a 300 - 500 ppm (300 - 500 g/mc) di principio attivo,
  • aprire tutti i rubinetti e le docce in modo che il disinfettante arrivi in tutta la rete,
  • chiudere i rubinetti e lasciare agire almeno 2 - 3 ore,
  • far defluire l'acqua trattata.
Seconda ciclo: prodotto base di ossigeno nascente
  • riempire nuovamente le tubazioni,
  • dosare il prodotto nell'acqua a 300 - 500 ppm ( 300 - 500 g/mc) di principio attivo,
  • aprire tutti i rubinetti e le docce in modo che il disinfettante arrivi in tutta la rete,
  • chiudere i rubinetti a lasciar agire almeno per due ore,
  • far defluire completamente l'acqua trattata ( il prodotto residuo non necessita di rimozione chimica prima dello scarico, in quanto si trasforma nell'ambiente in acqua ed ossigeno attivo),
  • ripristinare una disinfestazione residuale con cloro, in conformità con la legislazione sulle acqua potabili ( D. Lg. 31/01).

Per gli impianti di ventilazione dell'aria che sono più difficili da ispezionare e da pulire, è comunque buona norma smontare, pulire disinfettare filtri a panno e filtri elettrostatici, dove più facilmente si può proliferare la Legionella.

In alcuni casi vengono dosate in automatico soluzioni a base di disinfettanti non ossidanti ( per es. a base di sali quaternari di ammonio) direttamente sul panno filtrante, altre volte tali soluzioni vengono vaporizzate ed immesse direttamente sul flusso dell'aria al fine di raggiungere le zone più "nascoste" della canalizzazione dell'aria.

I disinfettanti usati devono essere testati per tale uso, al fine di non arrecare danno alla respirazione dei bagnanti.

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